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Il Codice Di Marzio

«Avere più fonti possibile e un rapporto di fiducia e di collaborazione con direttori sportivi, agenti, presidenti e addetti ai lavori», è questa, secondo Gianluca Di Marzio, una delle regole base dell’autorevolezza e della credibilità di un giornalista sportivo che si occupa di calciomercato, per districarsi nella schizofrenia delle voci, tra smentite e conferme. Creando un nuovo genere giornalistico

Gianluca Di Marzio è caposervizio di Sky Sport e ad dell’omonimo sito, gianlucadimarzio.com, partito come un blog e oggi fucina di giovani, ragazze e ragazzi, che da lì hanno preso il volo per la Gazzetta dello Sport piuttosto che Milan TV o addirittura Sky: «Tra Facebook, Twitter e Instagram ho più di tre milioni di follower e sono felice di questo seguito, anche se più aumentano e più cresce la responsabilità». Direttore della collana sportiva di Cairo Editore, per il quale ha scritto due libri di calciomercato di grande successo, è più orgoglioso di quello pubblicato su Zlatan Ibrahimovic: «Adrenalina è stato il primo della collana ed è stato tradotto in ventitré lingue vendendo 180mila copie». Da un po’ di settimane la sua firma compare anche sul Corriere della Sera, con editoriali sul calciomercato: «Ma la fedeltà alla maglia di Sky Sport non si discute». Inutile, quindi, spiegare perché abbiamo voluto intervistarlo sul mercato dei calciatori che ogni estate, e non solo, affolla i sogni e gli incubi dei tifosi, non sempre consci delle reali possibilità della squadra del cuore. Non gli abbiamo chiesto chi comprerà la Juventus o se è vero che quel giocatore andrà alla Roma, non ci interessa, ma, insieme, abbiamo cercato di capire come funziona il giornalismo dedicato a questo argomento e quanto sia difficile scrivere la realtà dei fatti piuttosto che farsi trasportare dalla ‘voce’ esotica, ingannando gli appassionati; i quali, a dirla tutta, adorano farsi ingannare dal calciomercato prendendosela poi con la società che non ha acquistato il campione desiderato. Per non fare questo l’unico modo è avere un rapporto di fiducia e la giusta distanza, a volte tanta a volte poca, con gli addetti ai lavori, che possono smentire o confermare una notizia, il cuore di un lavoro complicato, soprattutto in questo periodo.

Com’è cambiato il racconto del calciomercato negli ultimi vent’anni?
«È cresciuta l’offerta, sia dal punto di vista televisivo che online. Una volta per sapere le notizie del calciomercato dovevi attendere il giornale di carta il giorno dopo, adesso ci sono edizioni e aggiornamenti in tempo reale. Da una parte mi metto nei panni dei colleghi dei quotidiani, perché diventa davvero difficile raccontare qualcosa che non sia già stato detto o scritto. Dall’altra in quelli del tifoso, perché nella frenesia di arrivare primi molti non verificano fonti e notizie creando una jungla nella quale l’appassionato non riesce a districarsi. Il rischio? È l’account con il nickname che ti dice che la Juventus può prendere Neymar e Cristiano Ronaldo, quando invece sta centellinando gli euro per arrivare a Berardi; in questo modo non si distingue più il mercato dal fantamercato. Fortunatamente a Sky cerchiamo di distinguerci, abbiamo un brand riconosciuto, abbiamo delle responsabilità e cerchiamo di dare …

Francesco Caremani
Aretino, giornalista, comunicatore in ordine sparso. Tutto è iniziato il 19 marzo del 1994 e un giorno finirà, ma non oggi. Il giornalismo come stile di vita, in un mestiere che ha perso lo stile per strada. Una scommessa dietro l’altra per arrivare fino a qua. Qui è direttore responsabile, ma solo per anzianità.