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Eurolega 2024, expect the unexpected

Settima coppa per il Panathinaikos (su otto finali disputate, scusate del poco), decima finale persa per il Real. Cosa ci ha detto l'Eurolega

di Roberto Gennari

Le lacrime di Mathias Lessort, abbracciato al pallone sotto canestro subito dopo la sirena finale, sono una delle immagini più belle ed autentiche che potremo consegnare ai posteri al termine di questa edizione 2024 dell’Eurolega, insieme alla marea umana che ha accolto ad Atene gli eroi di Berlino, quelli che un po’ alla volta nel corso della stagione si sono qualificati come l’avversario più credibile per la corazzata Real Madrid, data da tutti (me compreso) come sicura vincitrice del titolo continentale per il secondo anno consecutivo.

Un finale di stagione fatto di otto vittorie nelle ultime nove giornate, tra cui quella proprio a Madrid che ha dato ai verdi di Grecia la consapevolezza della propria forza. Una serie di playoff durissima ai quarti di finale, che ha visto il Pana di coach Ataman spuntarla solo al termine di gara-5 contro il Maccabi Tel Aviv, capace di andare avanti 1-0 e poi 2-1 nella serie. E poi le Final Four, uno spettacolo ogni anno sempre più avvincente e per questo sempre più seguito (seduti nelle prime file c’erano anche celebrità come Bill Murray e Scottie Pippen), nella fantastica cornice della Uber Arena di Berlino. Semifinali e finale in partita secca, con il Real Madrid a incrociare l’Olympiacos e il Panathinaikos opposto ai turchi del Fenerbahce.

Non ci sono il Monaco di Mike James, nominato MVP dell’Eurolega e secondo a pari merito col Pana in stagione regolare, né il Barcellona di coach Grimau e Ricky Rubio, quarto in stagione regolare e fuori in gara-5 in casa per mano dell…