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Il giornalismo che non piace a tecnici e giocatori

Intervistando l’allenatore della Lazio, Maurizio Sarri, e il difensore della Fiorentina, Lorenzo Venuti, su un argomento complesso: «Prendersi cura del gruppo squadra. Come si comunica lo spogliatoio, come si comunica nello spogliatoio»

Martedì sera, 28 giugno, ho intervistato Maurizio Sarri, allenatore della Lazio e Lorenzo Venuti, difensore della Fiorentina. L’occasione l’ha creata l’assessorato alla Cultura, nella persona di Angela Fortunato, del Comune di Castelfranco Piandiscò (Arezzo) all’interno della rassegna COMUNICARE, cioè prendersi cura comunicando, patrocinata da Corecom Toscana. L’idea iniziale era di presentare il mio libro, Il calcio sopra le barricate, ma la presenza del tecnico che ha vissuto gran parte della sua vita nel Valdarno fiorentino e del calciatore originario di Montevarchi ha spinto l’assessora e il sottoscritto a declinare la serata in maniera diversa e così è nata l’idea e poi il titolo: Prendersi cura del gruppo squadra. Come si comunica lo spogliatoio, come si comunica nello spogliatoio.

Non avendo avuto contatti diretti con i due protagonisti non sapevo cosa aspettarmi, ma ero fiducioso perché sapevano di cosa si trattava, conoscevano il tema e anche le domande. In fondo era pure una scommessa: si può parlare di calcio, con personaggi affermati, fuori dalla routine quotidiana, fuori dalle polemiche e dal calciomercato? È possibile coinvolgerli in una discussione complessa e approfondita su un tema che li riguarda da vicino, riuscendo a interessare anche il pubblico? Ed ecco il racconto di una serata fuori dal tempo, giornalistico, nella sua accezione migliore.

Comune di Castelfranco Piandiscò
Lorenzo Venuti, Angela Fortunato, Francesco Caremani, Enzo Cacioli e Maurizio Sarri

Di Maurizio Sarri non dovevamo scoprire niente che non conoscessimo già, personalmente n…

Francesco Caremani
Aretino, giornalista, comunicatore in ordine sparso. Tutto è iniziato il 19 marzo del 1994 e un giorno finirà, ma non oggi. Il giornalismo come stile di vita, in un mestiere che ha perso lo stile per strada. Una scommessa dietro l’altra per arrivare fino a qua. Qui è direttore responsabile, ma solo per anzianità.