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Social, il prisma dell’informazione sportiva

Club, atleti, media e tifosi, sui social la comunicazione e l’informazione s’intrecciano e spesso si annodano. E come in un prisma la luce che passa attraverso restituisce a seconda del lato un’immagine diversa

Un prisma attraversato dalla luce nel quale ogni parte restituisce un colore e un’immagine diversa. Questo in estrema sintesi il lato social legato al calcio e allo sport più in generale. Dove i vari lati sono rappresentati dai club o società sportive, dagli atleti, calciatori e altri, dai media e dal pubblico, tifosi e fan base. Un intreccio che crea dinamiche a volte virtuose, altre distopiche, altre ancora difficili da sfrenare, soprattutto quando entrano in gioco gli hater che abitano i social da sempre e che nel caso dello sport, calcio in particolare, replicano quel sottinteso che il campione è un idolo finché esaudisce le aspettative del tifo, ma ne diventa il bersaglio in negativo quando, secondo una morale da italiano medio le disattende, bersaglio per i suoi soldi, per le sue compagne, mogli o fidanzate, per i suoi comportamenti dentro e fuori del campo. Legandosi al normale tifo pro e contro che riguarda tutti gli sport, ma che dovrebbe rimanere sempre nell’alveo di una correttezza civile, in un luogo che pare non avere praticato la civiltà e l’educazione sin dalla propria nascita, quello dei social appunto. Nessuna critica al mezzo tecnologico, non certo da chi scrive che è un addicted della tecnologia e che guarda al futuro, senza nostalgismi di sorta. Le macchine e i luoghi tecnologici funzionano grazie al contributo umano ed è l’umano che riempie i social di idee e comportamenti, traslando la vita reale in virtuale, con identica rabbia, frustrazione e luogocomunismo. In fondo né più né meno come allo stadio, con la differenza che nel primo luogo reale finita la partita finisce anche il resto, mentre dentro i social è un continuo temporale che occupa spazi digitali.

Club
La comunicazione social di squadre di calcio e società sportive è un ramo della comunicazione istituzionale delle stesse, non sempre interpretata nel migliore dei modi. La Rete di fatto ha aperto una prateria che permette a queste di interagire direttamente con i tifosi e la fan base, scavalcando l’intermediazione dei media e comunicando direttamente, che si tratti di un comunicato, di una presa di posizione o della presentazione di un nuovo acquisto, che spesso è presentato in esclusiva attraverso i canali Internet e social, quando un tempo questo tipo di comunicazione era completo appannaggio dei media, continuamente scavalcati, da un lato, appunto, dai club e dall’altro dagli atleti, ma su questo aspetto ci torneremo.

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Francesco Caremani
Aretino, giornalista, comunicatore in ordine sparso. Tutto è iniziato il 19 marzo del 1994 e un giorno finirà, ma non oggi. Il giornalismo come stile di vita, in un mestiere che ha perso lo stile per strada. Una scommessa dietro l’altra per arrivare fino a qua. Qui è direttore responsabile, ma solo per anzianità.