focus_1Monografia

Sport e diritti umani

Rispetto, inclusione, correttezza e solidarietà. Questi sono alcuni dei valori sportivi che si allineano agli standard internazionali dei diritti. Come farli rispettare?

Quando lo sport e gli standard internazionali di rispetto per i diritti umani sono allineati, questo diventa uno strumento unico per promuovere e per proteggere i diritti universalmente riconosciuti di ogni individuo, la dignità e l’uguaglianza. Queste sono le parole di Guido Battaglia, Head of Policy and Outreach at Centre for Sport and Human Rights, con il quale abbiamo affrontato, tra gli altri, il tema della libertà di espressione degli atleti, sempre più soffocata dalla realpolitik delle istituzioni sportive internazionali. Specializzato nella promozione e nell’implementazione degli standard di condotta d’impresa responsabile adottati dalle Nazioni Unite e dall’OCSE in tema di rispetto dei diritti umani. Un passato da cestista con poco talento e tanta passione in giro per le palestre di Milano e provincia, dalla categoria Scoiattoli fino alla categoria Juniores, Battaglia si è laureato in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Milano. Ha studiato in Germania all’Università di Tubinga e vive a Ginevra dal 2008, dove ha lavorato per il World Economic Forum e per l’Institute for Human Rights and Business, con il quale collabora tuttora come Research Fellow. Dal 2018 è attivamente coinvolto nella creazione e nello sviluppo del Centro per lo sport dei diritti umani, dove è a capo del Dipartimento di relazioni istituzionali.

Qual è il rapporto tra sport e diritti umani e come si declina?
«Tra sport e diritti umani esiste un allineamento naturale. Alla base dello sport esistono valori come rispetto, inclusione, correttezza e solidarietà. Se vissuto correttamente, questo ha il potere di aiutare ogni persona a costruire e trasferire competenze basate su questi valori. Il rispetto per i diritti degli atleti, dei tifosi, dei bambini, dei lavoratori migranti, delle comunità che ospitano i grandi eventi – giusto per fare alcuni esempi – crea un impatto positivo duraturo associato alla pratica e alla partecipazione all’attività sportiva. Quando lo sport e gli standard internazionali di rispetto per i diritti umani sono allineati, questo diventa uno strumento unico per promuovere e per proteggere i diritti universalmente riconosciuti di ogni individuo, la dignità e l’uguaglianza». 

Storicamente i diritti hanno fatto fatica a trovare riparo nello sport, per colpa di chi?

Francesco Caremani
Aretino, giornalista, comunicatore in ordine sparso. Tutto è iniziato il 19 marzo del 1994 e un giorno finirà, ma non oggi. Il giornalismo come stile di vita, in un mestiere che ha perso lo stile per strada. Qui è direttore responsabile, ma solo per anzianità.