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«Vöj ricordete adess, me grand Türin»

I giorni successivi alla tragedia, i quotidiani si riempirono di articoli che appartengono alla letteratura più che al giornalismo. Superga è stata anche questo

I giorni successivi alla tragedia, i quotidiani italiani si riempirono di articoli che, senza dubbio, appartengono alla letteratura più che al giornalismo. Una questione di firme, di capacità di analisi e di racconto, anche di contesto, perché l’Italia del tempo, e il calcio e gli sportivi del tempo, si prestavano a righe che non avevano nulla di iperbolico, ma molto di vissuto, di percepito. Rispetto agli intellettuali o presunti tali dello sport e del giornalismo sportivo odierno, c’è un abisso in termini di lingua e pensiero. Eccone alcuni esempi.

Corriere della Sera, 5 maggio 1949
L’ULTIMA VEGLIA DI TORINO AI CADUTI DI SUPERGA
di Dino Buzzati

E domenica, in sede o in trasferta? La vecchietta che da qualche mese gioca con accanimento al Totocalcio annaspa col mozzicone di matita copiativa sulla scheda delle scommesse settimanali; là, in corrispondenza del Torino incontra un inspiegabile vuoto, come un buco nero e profondo che sconvolge i suoi miti calcoli. In sede o in trasferta, domenica? Appartatosi in un angolo della casa, il ragazzetto ha aperto il suo quaderno dove al posto d’onore sono incollate, ritagli di giornale, le facce rassicuranti di Mazzola, Maroso, Bacigalupo, con le annotazioni meticolose delle loro imprese; di nascosto li ha contemplati, e piangeva adagio adagio senza singhiozzi perchè gli eroi dei bambini possono morire tra i nembi di una epica battaglia o travolti dai tifoni dei Caraibi, ma così no, una simile fine è per loro una insens…

Lorenzo Longhi
Emiliano, ha esordito con il primo quotidiano italiano esclusivamente web nel 2001 e, da freelance, ha vestito (e smesso) casacche anche prestigiose. Di milioni di righe che ha scritto a tamburo battente gran parte è irrilevante. Il discorso cambia quando ha potuto concedersi spazi di analisi.