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La memoria a gettone

L’autobiografia di Antonio Matarrese racconta diverse cose lontane dalla realtà. Ma le sciocchezze sull’Heysel non possono essere sottaciute

«Passai la notte negli ospedali a consolare i genitori di chi aveva perso i figli o non li trovava. L’indomani, in una palestra, c’erano i corpi ammassati. Anche un bambino col passaporto in mano: scoppiai a piangere. Troppo facile ricordare che sono lo spadaccino dei calci in culo…». Questo è un estratto del libro di Antonio Matarrese Adesso parlo io, nel quale, a leggere le varie recensioni, sembrerebbe che dal Mondiale del 1982 in poi i grandi meriti del calcio italiano siano tutti da ascrivere alla sua presidenza federale, presidenza durata dal 1987 al 1996; presidente della Lega dal 1982 al 1987, nonché vie presidente dell’Uefa, dal 1992 al 2002, e della Fifa, dal 1994 al 2002. Chissà se ha scritto anche qualcosa sul sacco di Italia ’90 le cui ferite, dal punto di vista infrastrutturale, il calcio italiano si lecca ancora oggi; difficile crederlo.

Nell’estratto riportato sopra Matarrese ricorda la notte dell’Heysel, 29 maggio 1985. Prima di proseguire devo ricordare che nel 2003 ho pubblicato Heysel – Le verità di una strage annunciata, libro aggiornato nel tempo che ha cambiato anche casa editrice. Il primo libro pubblicato sull’argomento nel mondo, poi sono arrivati tutti gli altri. Voluto da Otello Lorentini che non si capacitava come tutto intorno a lui avessero potuto dimenticare quella strage, dalle persone comuni alle istituzioni politiche e sportive, italiane ed europee. Una mancata memoria che ancora oggi paghiamo e che ha prodotto dei mostri, se è vero come è vero che si continuano a offendere i 

Francesco Caremani
Aretino, giornalista, comunicatore in ordine sparso. Tutto è iniziato il 19 marzo del 1994 e un giorno finirà, ma non oggi. Il giornalismo come stile di vita, in un mestiere che ha perso lo stile per strada. Una scommessa dietro l’altra per arrivare fino a qua. Qui è direttore responsabile, ma solo per anzianità.