focus_1Monografia

Rossi c’è

Dario Ricci ci porta sulle strade di Tavullia, terra di confine e di motori, di famiglie e di radici, alla ricerca di Valentino

Dario Ricci, romano classe ’73, è una delle voci dello sport più note di Radio24 – Il Sole 24 Ore. Come inviato di Radio24 ha seguito Europei e Mondiali di calcio, Giochi Olimpici invernali ed estivi, Mondiali di nuoto e di atletica. Conduce «Olympia – miti e verità dello sport» – in onda su Radio24 ogni domenica alle 16.30 –, con cui ha vinto lo Sport Media Pearl Award 2015, il premio “Carlo Monti” e l’Overtime Radio Festival 2017, oltre ad altri riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui il Premio Ussi “Lo sport e chi lo racconta” 2021 e due argenti e un bronzo agli AIPS Sport Media Awards. Scrittore e saggista, ha pubblicato In vetta al mondo (2013, con l’alpinista Daniele Nardi), La migliore gioventù (2015, sempre con Daniele Nardi), I ragazzi di Brema (2016), Oro azzurro (2016), Oro bianco (2018). Inoltre, ha pubblicato Cuore di Cobra – Confessioni di un ciclista pericoloso, la biografia di Riccardo Riccò (2018), Con la testa e con il cuore, biografia del campione europeo, mondiale e olimpico dei 10.000 metri Alberto Cova. Nel 2021 per Radio24 – Il Sole 24 Ore ha realizzato il reportage Per le strade di Valentino Rossi: «Sono volati in un istante ventisei anni di Motomondiale con nove titoli iridati. Ma ora Valentino Rossi scende davvero dalla sua moto, per voltare pagina e tuffarsi in altre esperienze e progetti. Nei giorni del suo addio alle gare, Dario Ricci ci porta per le strade di Tavullia, tra Marche e Romagna, tra la sua gente, dove Vale è nato, per diventare campione e poi mito», si legge nell’intro. E noi quelle strade le abbiamo volute ripercorrere insieme, alla ricerca del Valentino Rossi di oggi.

Chi era Rossi prima di diventare Valentino?
«Rossi era un ragazzino, per quello che ho potuto vedere, perfettamente inserito nel territorio e nella realtà di Tavullia, uno dei cuori pulsanti del motorismo italiano affacciato sul palcoscenico internazionale».

In quale realtà italiana è cresciuto?
«Tavullia è una terra di confine, in provincia di Pesaro, ma con il cuore in Romagna, da qui si va al mare a Cattolica piuttosto che Misano Adriatico; ci si sente quasi romagnoli pur essendo marchigiani. Una terra che ha prodotto grandi piloti e dove è cresciuta la grande industria italiana della moto. Basta respirarne l’aria per rendersi conto che quella è la terra dei campioni e se è vero che ogni regola ha la sua eccezione, Tavullia è la regola».

Qual è stata la persona più importante nella sua vita quotidiana?
«Potrebbe essere banale ma per imprinting e per contrasto direi i genitori e mentre lo dico penso alla canzone, 

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Francesco Caremani
Aretino, giornalista, comunicatore in ordine sparso. Tutto è iniziato il 19 marzo del 1994 e un giorno finirà, ma non oggi. Il giornalismo come stile di vita, in un mestiere che ha perso lo stile per strada. Una scommessa dietro l’altra per arrivare fino a qua. Qui è direttore responsabile, ma solo per anzianità.