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L’insostenibile pesantezza del football

Il calcio, se può, non si ferma, perché è stato costruito così, guerre, pandemie, alluvioni – a meno che non interessino gli impianti dove si dovrebbe giocare – e morti non sono abbastanza importanti per fare una pausa

Uno dei, tanti, problemi del calcio è la sua distanza dagli appassionati, una distanza che aumenta sempre di più e che non è solamente economica. Ma guai a tracimare nel “signora mia non ci sono più i calciatori di una volta”, perché anche il pubblico è cambiato e insieme condividono una morale, già di per sé bella pesante, benaltrista e doppiopesista al tempo stesso. In pratica, nessuno nel calcio è innocente, nessuno, giornalisti compresi.

Lasciando stare l’immondo teatrino istituzionale e politico, anche sportivo, sulla pelle di un’area in ginocchio per via dell’alluvione, con colpe ancora tutte da redistribuire, la vicenda intorno a Fiorentina-Juventus è stata oltremodo grottesca per tutta una serie di elementi.

Primo elemento. In Toscana nel fine settimana si sono svolti vari eventi, culturali e sportivi, che avevano le stesse identiche criticità della partita di cartello al Franchi e sulla cui opportunità si poteva ugualmente eccepire; invece c’è stato un atteggiamento di serie A e uno di serie B, scegliete voi come assegnarli.

Secondo elemento. Chiedere di non disputare altre partite, di calcio o altri sport, non avrebbe avuto l’identico richiamo mediatico, questo lo sanno tutti, nessuno escluso.

Terzo elemento. Il Franchi, a parte una fetta della curva Fiesole,…

Francesco Caremani
Aretino, giornalista, comunicatore in ordine sparso. Tutto è iniziato il 19 marzo del 1994 e un giorno finirà, ma non oggi. Il giornalismo come stile di vita, in un mestiere che ha perso lo stile per strada. Qui è direttore responsabile, ma solo per anzianità.