Monografia

Calcio femminile: se non ora, quando?

Il calcio femminile italiano ha fatto passi da gigante, ma si trova davanti a un bivio: investire o accontentarsi.

Una manciata di giorni fa, un comunicato stampa di Dazn, scritto nella lingua del marketing e ripreso pari pari da tutte (o quasi) le testate interessate, segnalava il lancio di «un nuovo palco per il calcio femminile, una nuova ‘call to action’ globale a supporto delle atlete e al movimento sportivo femminile con un unico obiettivo: garantire sempre più visibilità alle competizioni attraverso il coinvolgimento di un pubblico di appassionate e appassionati ancora più ampio, per assicurare al calcio femminile un futuro sostenibile». Di fatto, il broadcaster ha comunicato l’aumento degli eventi «fruibili in app in modalità gratuita», allargando l’offerta a una «selezione di partite della Serie A, della Liga F, della Women’s Super League, della Women’s Premier League e tutte le partite della Uefa Women’s Champions League». Ok, d’accordo.

Ora, al di là della call to action, perché esiste una neolingua che continua a fare piuttosto ridere, nel comunicato di Dazn figuravano anche le parole della “co-ceo dello sport femminile di Dazn”, Hannah Brown. Riprese anch’esse, quando magari meritavano di essere chiosate. Testualmente:

Il calcio femminile è di fronte a un bivio e noi vediamo due possibili futuri: in uno, gli stakeholder si “alleano” per costruire insieme un importante giro d’affari, portandolo ad avere l’attenzione globale che merita; nell’altro, i progressi procedono lentamente e si rischia di perdere un’occasione straordinaria per accelerarne la crescita. Il calcio femminile ha un notevole potenziale commerciale e questa opportunità deve essere colta adesso. Certamente, fare tutto questo richiede una mentalità da capitale di rischio, con un orizzonte di investimento di diversi anni.

A in…

Lorenzo Longhi
Emiliano, ha esordito con il primo quotidiano italiano esclusivamente web nel 2001 e, da freelance, ha vestito (e smesso) casacche anche prestigiose. Di milioni di righe che ha scritto a tamburo battente gran parte è irrilevante. Il discorso cambia quando ha potuto concedersi spazi di analisi.