BERLINO
Uno stadio incastonato tra i palazzi di Lichtenberg per una partita che può valere una stagione. Il 25 maggio 2024, allo Hans-Zoschke-Stadion si è giocata la finale della Berliner Landespokal, la Coppa di Berlino. Di fronte il Viktoria Berlino, appena arrivato terzo nella Regionalliga Nordost, la quarta serie, e il Makkabi Berlino, detentore del trofeo che milita una divisione più sotto. In palio, oltre che la supremazia tra i dilettanti cittadini, un posto al primo turno della DFB-Pokal, in una giornata nella quale, in tutta la Germania, di sfide così non se ne gioca solo una, ma venti. C’era anche Bayer Leverkusen-Kaiserslautern, ma The SpoRt Light ha scelto un’altra Berlino.

Un teatro particolare
Un impianto, quello in cui si è giocata la finale, che ha una storia decisamente particolare. Si trova nella ex Berlino Est e normalmente è la casa del Lichtenberg 47, squadra di quarta divisione. Costruito nel Secondo Dopoguerra e intitolato a Hans Zoschke, calciatore dilettante e militante antinazista, ucciso nel 1944 in quanto membro della Resistenza, il campo, con i posti a sedere solo nella tribuna VIP e con un iconico tabellone che viene aggiornato a mano, ha rischiato negli Anni Settanta di essere demolito. Il suo problema? Quello di sorgere di fianco a una delle sedi principali del Ministero per la sicurezza dello Stato, la Stasi. Si propose di demolirlo, ma alla fine non se ne fece nulla, con il passato che è rimasto un vicino, ma non più così ingombrante. Lì, a pochi passi da Normannenstrasse, c’è infatti lo Stasimuseum, appunto nell’edificio e nelle stanze dove, di fatto, per quarant’anni sono stati controllati i cittadini della Germania Est.

Un giorno di gloria
Viktoria-Makkabi non è stata l’unica finale della giornata. Oltre a quella di DFB-Pokal, giocata all’Olympiastadion di Berlino e vinta dal Bayer Leverkusen, se ne sono disputate altre venti, in tutti i Länder della Germania. È il Finaltag der Amateure, dove vengono assegnate le coppe regionali, con alcuni federazioni regionali che ne hanno addirittura due, una per club professionisti e una per squadre dilettanti. Un’idea nata nel 2015 dalla Westdeutscher Rundunk (WDR) che trasmise in contemporanea, con la modalità “diretta gol” le partite che assegnavano le coppe del Mittelrhein, Niederhein e Westfalen. L’esperimento riuscì e ora è la ARD a trasmettere in un programma spalmato su più blocchi tutte le partite (nel 2024, tre). Una scelta, quella del primo canale della TV pubblica tedesca, che consente ai club di avere una incredibilità visibilità, anche a livello nazionale.
Due squadre, quelle che si sono giocate la Berliner Landespokal, che non possono avere storie più diverse. Da un lato il Viktoria. I biancoazzurri, che hanno sede a Lichterfelde, sono una squadra dalla lunga tradizione. Agli inizi del Novecento il club era ai vertici del calcio cittadino e nazionale, poi è lentamente scivolata nelle serie minori, tra difficoltà economiche e fusioni. Nel 2022 il Viktoria ha rimesso piede tra i professionisti, grazie anche al lavoro del coach di origine siciliana Benedetto Muzzicato. Una permanenza durata una sola stagione, terminata con una retrocessione arrivata in largo anticipo in Regionalliga Nordost. In quarta serie la squadra di Lichterfelde non ha sfigurato con una rosa giovane, allestita dal ds Rocco Teichmann con buone individualità Berk Inaler, miglior giocatore della finale, o l’attaccante Lucas Falcao. Interessante la storia ancora la storia di Oleg Skakun, 4 gol in 5 partite nella Berliner Landespokal e in finale per un paio di volte vicino a segnare. L’attaccante, impiegato nell’Under 19, nel 2022 è scappato dall’Ucraina per l’invasione russa ed è arrivato nelle giovanili del Viktoria dopo un passaggio al Berliner AK.
Dall’altro c’è il Makkabi Berlin. Il club, che gioca in quinta serie, l’anno scorso ha scritto la storia. È diventato il primo club ebraico a vincere una Landespokal e anche il primo a partecipare alla Coppa di Germania. Una squadra, che nonostante abbiamo giocato di diverse fedi e nazionalità compreso il portiere Jack Krause, berlinese di origine thailandese, già Nazionale e autore di almeno tre miracoli in finale, non ha mai annacquato la sua identità, con il simbolo come la stella di Davide fieramente portata. Un club, prima sciolto nel 1938 dal Terzo Reich e rifondato nel 1938, allenato da Holger Sandhowe, un vero mito del calcio berlinese. Lui, estremamente apprezzato anche a livello nazionale, in particolare dallo storico vice del Bayern Hermann Gerland, ha allenato e vinto in vari club della Capitale, riuscendo anche in situazioni delicate, come quella successiva al 7 ottobre, a gestire la squadra pensando solo al campo.

Ein Fussballfest
Al di là del risultato e di un divario netto uscito alla distanza, all’Hans-Zoschke- Stadion è andata in scena una festa del calcio, condita da litri di birra e chili di Bratwurst e Bulette, polpette ripiene. Atmosfera tranquilla, nonostante la posta in palio e una buona presenza di tifosi, anche neutrali tra cui diversi fans di Kaiserslautern e Bayer Leverkusen in attesa della finale, sistemati in tribuna centrale o al lato dell’orologio. Incessante soprattutto l’incitamento dei tifosi del Makkabi, praticamente tutte famiglie con bambini tesserati per il club e in divisa, sostenute anche da delegazioni dell’organizzazione Maccabi, provenienti da altre città. Nessuna tensione, anche per la collocazione delle tifoserie, ognuna entrata da un lato opposto dell’impianto e per la presenza di polizia all’esterno e di steward all’interno. Un pomeriggio e un formato, quello del Finaltag der Amateure che potrebbe essere un’ispirazione per l’Italia, soprattutto per valorizzare competizioni poco pubblicizzate e riportare i tifosi a seguire lo sport amatoriale.











