focus_1Monografia

Gilles, l’uomo del limite

«Gilles Villeneuve era un puro, uno che non è mai venuto meno ai propri ideali e principi. Ecco la grande lezione che ci ha lasciato, un universo che portiamo ancora dentro di noi», ricorda Alverà, raccontando il libro scritto sul pilota canadese nell’anno del quarantennale dalla sua morte

Quello tra il giornalismo e Diego Alverà, scrittore e storyteller, è stato amore a prima vista. Ufficialmente iniziato a quindici anni con programmi musicali radiofonici, poi di approfondimento, arrivando a scrivere sui quotidiani locali; ufficiosamente quando a otto anni voleva fare il telecronista sportivo. Poi è arrivato l’amore per il teatro: «La narrazione teatrale per restare civile deve rispettare certe regole, altrimenti si rischia la trasposizione romanzesca e si perde il nous delle storie. Io sono rimasto fulminato dalla narrazione di Marco Paolini e come me molte altre persone ne sono rimaste affascinate. Ha portato le storie in un’altra dimensione, inventando un nuovo stile narrativo. In Italia abbiamo dei bravissimi narratori che però restano sconosciuti perché lontani dal servilismo televisivo».

Veronese, cresciuto tra la montagna cortinese e la laguna veneta, si definisce padano, con un richiamo di sangue per la montagna: «Un veronese critico di cinquantasette anni. Il veronese tende a essere invalicabile e sorprendente, come se vivesse ed esistesse a più livelli. Più scavi e più trovi cose, sia positive che negative, con un assetto di potere cittadino che resta in mano ai soliti salotti ed è così da sempre. Il ‘veronesismo’ è un modo per tenere gli altri fuori ed è un po’ avvilente quando cerchi di portare nuovi linguaggi giornalistici».

Formula Uno
Uno dei …

Francesco Caremani
Aretino, giornalista, comunicatore in ordine sparso. Tutto è iniziato il 19 marzo del 1994 e un giorno finirà, ma non oggi. Il giornalismo come stile di vita, in un mestiere che ha perso lo stile per strada. Qui è direttore responsabile, ma solo per anzianità.