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Stielike #23 – Epoca, riconoscenza, Nando

L'intervento del 19 luglio del nostro libero

Epoca Che l’Italia del volley abbia una Nazionale femminile epocale e giocatrici straordinarie (una su tutte, la migliore: Paola Egonu) non è più una novità e ormai non ci si stupisce neppure dei trionfi, come la recente vittoria in Nations League contro le campionesse olimpiche del Brasile. La squadra di Mazzanti sta segnando un’era della nostra pallavolo e allo stesso modo, a livello di club, sta facendo Conegliano. Tutto bene? Sì a livello Fipav, dove vale la pena considerare l’apporto del Club Italia (ora in A2), ma solo apparentemente in generale, perché poi a livello di Lega di A, all’inizio (quando non nel corso) di ogni benedetta stagione, il massimo campionato si trova a dover fare i conti con mancate iscrizioni, rinunce, club in inadempienza finanziaria, titoli sportivi che passano da una società a un’altra, ripescaggi, format che cambiano, stipendi – pardon: rimborsi – che le ragazze a volte vedono per un po’, poi più. Accade da una quindicina di anni buoni e da tempo la gestione è sempre la stessa. Che le tesserate a livello base continuino a essere numerose e che il vertice vinca e vinca bene rende il caso della A un mistero buffo e senza senso.

Riconoscenza L’Italia del calcio femminile è stata eliminata dall’Europeo con un solo punto in tre partite in un gruppo che non sembrava proibitivo e invece lo è stato, pesantemente. Memori del Mondiale 2019 e delle prove di alcune calciatrici in tanti abbiamo pensato che l’Italia potesse dire la sua, qualcuno addirittura che potesse arrivare tra le prime quattro; meta irrealistica alla luce dei risultati e del gioco espresso. A Milena Bertolini, oltre a errori di campo, si rimprovera anche la riconoscenza verso la generazione che bene ha fatto tre anni fa al Mondiale francese. Quella della riconoscenza sembra una costante nel calcio italiano: è successo a Bearzot, a Sacchi, a Lippi e pure a Mancini, difficile evitarla. Il calcio femminile italiano negli ultimi cinque anni ha sicuramente corso contro il tempo, ma adesso pare evidente a tutti che il movimento deve ancora crescere tanto per essere realmente competitivo a livello internazionale, come pure nella Women’s Champions League.…