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Quel gran genio di Luciano

Spalletti è il grande artefice dello scudetto del Napoli. Una stagione che Fabrizio Ferrari, collega e grande scopritore di allenatori, ha definito il suo Giudizio universale

Una cavalcata straordinaria che, al netto di matematica e scaramanzie, riporterà lo scudetto a Napoli. Risultato di un progetto e di un lavoro nei quali Luciano Spalletti è uno dei principali artefici, nonostante bias cognitivi, giudizi superficiali e un certo scetticismo nei suoi confronti, non da oggi. E per capire meglio uno dei protagonisti dello scudetto del Napoli, le sue idee e i suoi punti di forza, non potevamo non intervistare Fabrizio Ferrari, uno che di allenatori se ne intende, scoprendoli spesso prima di altri: da Alvini a Sarri, per esempio. Uno che ha sempre creduto nelle capacità di Spalletti quando quasi tutti gli altri lo criticavano e l’avevano declassato. Fabrizio Ferrari è un giornalista professionista freelance, direttore responsabile di allenatore.net e del trimestrale Tactical-Lab. Dopo aver collaborato con vari quotidiani nazionali, sportivi e non, dal 2018 scrive per il Daily Mail. Da anni opinionista televisivo, in trasmissioni Rai (Quelli che il calcio 2015 e Storie Italiane 2020), Mediaset (Tiki Taka 2020-2022) e Sportitalia (Sportitaliamercato dal 2018 a oggi), e radiofonico, a TMW Radio (dal 2019).

Chi è Luciano Spalletti?
«Lucio, come è meglio conosciuto dagli amici, è un tecnico che è partito dal basso. Cresciuto nelle giovanili della Fiorentina, non avendo dei piedi educati ha giocato nei dilettanti fino all’età di ventisei anni, per poi debuttare nei professionisti con l’Entella».

Se un giocatore si vede dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia, un allenatore da cosa si vede?
«Personalmente riconosco un allenatore a pelle. Ho conosciuto Spalletti nell’estate del 1997 alla presentazione della sua prima stagione in Serie A a Empoli. Gli feci notare che avrebbe affrontato nelle prime cinque giornate Roma, Napoli, Lazio, Fiorentina e Milan. Lui mi rispose che dal momento che bisognava incontrarle tutte era meglio affrontarle subito. Sa come andò a finire? Che vinse 1-0 contro la Lazio di Marchegiani, Nesta, Jugovic, Mancini, Casiraghi e Boksic e 2-1 al Franchi contro la Fiorentina di Batistuta, Rui Costa, Oliveira e Toldo. Mica male come inizio, no?!…

Francesco Caremani
Aretino, giornalista, comunicatore in ordine sparso. Tutto è iniziato il 19 marzo del 1994 e un giorno finirà, ma non oggi. Il giornalismo come stile di vita, in un mestiere che ha perso lo stile per strada. Qui è direttore responsabile, ma solo per anzianità.