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Olimpiadi, un posto per tutti (o quasi)

Le Olimpiadi sono la competizione globale per eccellenza. Accanto alle grandi nazioni vi partecipano i piccoli Paesi. Ecco le loro storie

Sono il sogno di chiunque faccia sport. I Giochi Olimpici sono un traguardo difficile da raggiungere, soprattutto se un atleta vive in un Paese piccolo, con poca tradizione sportiva o con scarse risorse economiche e infrastrutture per sviluppare il proprio talento. Nella storia delle rassegne a cinque cerchi le micronazioni ci sono entrate. E qualche volta dalla porta principale.

Partecipazione per tutti Il Comitato Olimpico internazionale, che con 206 associazioni affiliate ha più membri dell’ONU, assegna attraverso la Tripartite Commission, composta da un membro del CIO, da uno dell’ANOC (che raggruppa i comitati olimpici internazionali) e da una delle Federazioni internazionali, una quota di Universality Places, ovvero di posti non legati al raggiungimento dei minimi di qualificazione. Questi pass possono essere assegnati a Comitati Olimpici, le cui delegazioni nelle tue ultime edizioni hanno avuto in media meno di otto componenti nelle ultime edizioni dei Giochi e sono validi solo negli sport individuali. Questi Universality Places possono essere assegnati direttamente ai Comitati Olimpici che ne fanno richiesta (a Parigi 2024 saranno 102 in 21 sport) o al termine del processo …

Roberto Brambilla
È nato a Sesto San Giovanni, quando era ancora (per poco) la Stalingrado d'Italia. Ha scritto di sport e temi sociali per il web e per la carta. Ama la Storia e le storie. Al mattino insegna ai ragazzi, al pomeriggio sogna Berlino (Est).