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Fan club o Fight Club?

La violenza legata al calcio, fisica e verbale, si riaffaccia sui palcoscenici nazionali e internazionali. Casualità o fenomeno sociale che trova nell’espressione tribale dei colori e dell’appartenenza un’esaltazione differente?

Parafrasando Woody Allen: «Non ho niente contro il calcio, è il suo fan club che mi spaventa». Un fan club che sembra sempre di più un Fight Club ed è difficile capire se ci sia una recrudescenza della violenza o se invece la stessa violenza che vediamo nella vita di tutti i giorni, dalle strade ai supermercati – nei quali cassieri e cassiere si lamentano dell’aggressività dei clienti, andata decisamente oltre i limiti di guardia –, per non parlare dei Pronto Soccorso, trovi nell’espressione tribale dei colori e dell’appartenenza un’esaltazione da Arancia Meccanica, un romanzo di formazione alla rovescia, nascondendosi dietro dei disvalori fatti passare per cultura alternativa al grido di «no al calcio moderno, sì ai calci in faccia». E allora tornando al Fight Club è bene ricordarne le regole: «Prima regola del Fight Club: non si parla del Fight Club. Seconda regola del Fight Club: non dovete parlare mai del Fight Club. Terza regola del Fight Club: se qualcuno si accascia, è spompato, grida basta, fine del combattimento. Quarta regola del Fight Club: si combatte solo due per volta».

Ecco rileggetele, anche se vorrei che a leggerle fossero i leoni da stadio, molto simili a quella da tastiera, perché se questi si nascondono dietro l’anonimato, ai primi questo è garantito dal gruppo, dal branco, senza il quale sarebbero niente. Rileggete la terza e la quarta e capirete subito che nella violenza da stadio – non voglio definirla ultrà perché secondo me non è questione di quale porzione dell’impianto frequenti – non c’è, non c’è mai stato, il rispetto per l’avversario, da annientare, da distruggere, col rischio sempre che ci scappi il morto.

Un po’ di cronaca per ricordare e ricordarci.

«La scorsa notte i carabinieri del radiomobile di Empoli sono intervenuti presso un circolo Arci della zona, ove un uomo era appena stato aggredito. In base alle prime ricostruzioni, dopo la partita Empoli-Fiorentina, disputatasi qualche ora prima allo stadio Castellani, l’uomo, 52enne tifoso della squadra viola, stava consumando un caffè all’interno del locale, quando tre giovani,…

Francesco Caremani
Aretino, giornalista, comunicatore in ordine sparso. Tutto è iniziato il 19 marzo del 1994 e un giorno finirà, ma non oggi. Il giornalismo come stile di vita, in un mestiere che ha perso lo stile per strada. Una scommessa dietro l’altra per arrivare fino a qua. Qui è direttore responsabile, ma solo per anzianità.