Monografia

Un miliardo di ragioni per vincere (al voto)

I fondi del PNRR, le mani su Milano-Cortina 2026 e Sport e Salute, un ministero apposito: tutti gli appetiti dei partiti sullo sport alla vigilia delle elezioni

Ne abbiamo accennato nel corso della scorsa monografia, nel focus dedicato al tema del lavoro sportivo: la caduta del governo Draghi ha bloccato l’ingresso dello sport nella Costituzione e il decreto correttivo sulla riforma dello sport, su schema proposto dal ministro Andrea Orlando, tutti aspetti sui quali dovranno tornare in qualche modo il prossimo governo e il prossimo parlamento ma che, comunque, si faranno. Nel primo caso la gara è a chi si intesterà il tutto, nel secondo il correttivo è necessario e dovrà essere approntato prima dell’entrata in vigore (già rinviata) delle norme che vanno modificate e chiarite e di cui, appunto, abbiamo già scritto: se non ci sarà una corsia preferenziale per il correttivo, i problemi dovuti al cambiamento legislativo saranno enormi. Ma le elezioni che determineranno il nuovo parlamento, la nuova maggioranza e, di conseguenza, apriranno la strada al nuovo governo, avranno molte più conseguenze sullo sport di quanto sia accaduto negli ultimi trent’anni abbondanti, diciamo dal Mondiale di calcio di Italia 90 in avanti.

Vi sono infatti oggi ben più di un miliardo di ragioni per mettere le mani sullo sport, ragioni strettamente legate al contesto attuale, ragioni che significano denaro. Due le direzioni: la prima è quella che riguarda il PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza), il quale destina allo sport circa un miliardo, il secondo è la consapevolezza che trovarsi al governo oggi significa avere la golden share sull’Olimpiade invernale di Milano-Cortina 2026. Un punto alla volta, tenendo presente naturalmente che, nei programmi dei partiti, le buone intenzioni non mancano, ma si parla di filosofia e a parole sono bravi tutti nel delineare la necessità di interventi per un settore spesso ignorato, ma dietro la filosofia ci sono gli appetiti di potere e quelli, nei programmi, non li evidenzia nessuno.

Urge partire dal PNRR, le cui due linee di investime…

Lorenzo Longhi
Emiliano, ha esordito con il primo quotidiano italiano esclusivamente web nel 2001 e, da freelance, ha vestito (e smesso) casacche anche prestigiose. Di milioni di righe che ha scritto a tamburo battente gran parte è irrilevante. Il discorso cambia quando ha potuto concedersi spazi di analisi.