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Ogni maledetto Mondiale

C’è sempre la prossima stagione in cui sperare: la nuova, per la Ferrari, è iniziata il giorno di San Valentino. L’obiettivo? Lo stesso, ormai da quindici anni

A noi che non siamo tecnici, alla presentazione della nuova Ferrari SF-23, la monoposto che prenderà parte al prossimo Mondiale di Formula 1, è saltato all’occhio un dettaglio del tutto irrilevante in tema di motore, prestazioni e aerodinamica. Totalmente irrilevante, insomma, per tutto ciò che conta davvero. Occhio all’ala posteriore, è lì che il dettaglio è in realtà vistosissimo: spicca, per tutta la lunghezza dell’ala stessa, la scritta Ferrari in bianco su nero, evidente e d’impatto. Non è una novità assoluta, perché una soluzione del genere (ma con i caratteri vergati in color giallo Modena) si era già vista sulla livrea speciale della F1-75 nell’ultimo Gran Premio d’Italia, lo scorso settembre. Non farà vincere, ma è una questione di identità, e l’identità serve nell’immagine proiettata anche e soprattutto nei momenti sportivamente meno facili.

Eccola, allora, la nuova SF-23, presentata a Fiorano nel giorno di San Valentino, e sulla quale pende il mantra ormai classico della vettura condannata a vincere, come accade ogni anno da quando la Ferrari ha smesso di farlo. Tutto normale, se ti chiami Ferrari, se l’ultimo titolo costruttori l’hai vinto nel 2008 e l’ultimo Mondiale piloti data 2007. Detto ciò, per quanto concerne l’evoluzione della monoposto (responsabile aerodinamica Enrico Cardile, head of chassis project engineering Fabio Montecchi, head of power unit Enrico Gualtieri), rimandiamo a questo video realizzato dai colleghi di Motorsport.com, dove l’analisi viene fatta da un nume tutelare quale Giorgio Piola.