Monografia

Sport di base, costi d’élite

I costi per praticare un’attività sportiva sfiorano i mille euro l’anno a persona. Costi eccessivi e a volte proibitivi per le famiglie che possono detrarli fino a 210 euro

Lo sport di base è come la riduzione delle tasse, del costo del lavoro e l’eliminazione delle accise sul carburante. È sulla bocca di tutti ma solo per fare retorica spicciola, spesso senza sapere di cosa parlano e facendo promesse che non manterranno mai. Lo sport di base, in Italia, è quello che di fatto da il là a tutto il movimento – cui segue poi quello dei corpi sportivi militari o di polizia –, perché è dalle società dilettanti che i ragazzi e le ragazze iniziano a dare i primi calci a un pallone, a correre le prime corse ciclistiche, a tuffarsi per la prima volta in piscina, a imparare come si scatta nei cento metri piani, ecc. Un sistema che vive del volontariato di tante persone e dell’impegno, anche questo volontario, dei genitori. Un sistema che secondo l’Osservatorio dello Sport System italiano di Banca Ifis genera ricavi annuali vicini ai 100 miliardi di euro, ricavi generati, almeno nel periodo pre pandemico, da oltre 74mila realtà e 228mila addetti tra associazioni, enti di promozione sportiva, federazioni e gestione degli impianti. E sempre secondo l’Osservatorio, ogni euro pubblico speso nello Sport System ne attiva 9 di fondi privati generando un fatturato di 20. Sport di base che con il Covid-19 ha perso il 20 per cento dei ricavi e 30mila addetti.

Ma il punto principale è quanto costa alle famiglie far praticare sport ai propri figli e alle proprie figlie, considerando che in Italia si possono avere delle detrazioni fiscali per questo tipo di spese: con la dichiarazione dei redditi – 730 o redditi PF – è possibile portare in detrazione al 19% le spese per la pratica sportiva dei ragazzi e delle ragazze compresi tra i 5 e i 18 anni; l’importo massimo detraibile è di 210 euro a figlio da ripartire tra i genitori. Detrazioni che la riforma dell’Assegno Unico non ha modificato: «L’Assegno Unico esclude i figli dal calcolo delle detrazioni per i carichi di famiglia ma non preclude le detrazioni IRPEF sulle spese sostenute per la loro salute, istruzione o attività sportive (Articolo 15 del TUIR). Questo punto è importante, perché permette comunque ai beneficiari dell’Assegno Unico di fruire delle detrazioni fiscali per le spese sostenute in favore dei figli a carico in fase di dichiarazione dei redditi».

Vito Cozzoli, neo presidente di Sport e Sal…

Francesco Caremani
Aretino, giornalista, comunicatore in ordine sparso. Tutto è iniziato il 19 marzo del 1994 e un giorno finirà, ma non oggi. Il giornalismo come stile di vita, in un mestiere che ha perso lo stile per strada. Una scommessa dietro l’altra per arrivare fino a qua. Qui è direttore responsabile, ma solo per anzianità.